storia uno pagina 16

41° 47’ 34.6812” N - 12° 29’ 34.6704" E

In barba a tutte le mie fissazioni sul cibo sano e salutare, spazzolo via tutto come se non mangiassi da giorni e con una soddisfazione che avevo ormai dimenticato.

Terminato il pranzo io e Sarah facciamo ritorno alla libreria, quale occasione migliore per farle qualche domanda che mi balenava in testa fin dal primo incontro, chi sei? dove sono? cosa sta succedendo?

Mentre riflettevo sul modo per iniziare quella conversazione, inizio ad osservare un po’ più da vicino Sarah e mi accorgo di alcuni particolari che non avevo notato prima, ha i miei occhi, zigomi alti come me, una postura che riconosco… mi sale un misto di ansia e confusione. Mentre il caos si impadroniva di me, improvvisamente Sarah esordisce: “Allora Andrea, hai capito cosa stai cercando?” Quella frase mi sconvolge se possibile anche di più, cosa sto cercando? Sto cercando la felicità, la serenità, la verità, me stesso? Dio? Forse tutte queste cose insieme o forse niente, ma non riesco a smettere di pensare a quelle somiglianze fisiche, il modo di parlare, la postura, hanno un non so che di molto familiare. Mi ritrovo davanti una donna imperscrutabile, che mi somiglia come mai prima d’ora e mi sento totalmente perso; ho sempre fatto il possibile per avvicinarmi all’idea di maschio che mi hanno inculcato, che mi accorgo solo ora di essermi perso un universo di sensazioni che rivedo in Sarah.

Mentre cercavo le parole giuste per risponderle, lei mi sconvolge di nuovo dicendo: “Sai forse papà aveva ragione, solo da grandi avremmo capito”.

A quel punto mi sento mancare il fiato, papà? mio padre è purtroppo venuto a mancare da pochi mesi, uno dei motivi che mi hanno portato ad intraprendere questo viaggio… che sapesse? e che conoscesse mio padre? e quella frase… mentre ci penso inciampo e batto la testa sul ciglio del marciapiede.

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