40°58′22.92″ N - 14°12′23.31″ E
Ore 6.00 sveglia prima del solito, voglio provare a fare tutto con più calma. Quelli bravi meditano, io non ne sono capace. Faccio colazione e porto il cane a fare una passeggiata al parco vicino casa. Anche lui è poco motivato dal cambio d’orario, ma si lascia trascinare.
Ci sono pochissime persone in giro, sembra quasi un posto diverso. Ho fatto attenzione che in casa non mi sentissero gli altri, e sembra ci sia riuscita. Rubare questo tempo alla giornata potrebbe diventare un regalo o una grande cazzata: lo scoprirò stasera quando mi trascinerò verso il letto.
Stamattina, in radio, mi aspetta una riunione fiume; sul tavolo ci sono molte cose da analizzare, e durante la passeggiata non riesco ad allontanare i pensieri. Voglio impegnarmi, staccare un attimo, così decido di immaginare le vite dei pochi passanti che sono in giro come me, così presto al mattino.
C’è una coppia che corre: chissà da quanto stanno insieme, e se stanno insieme. Sembrano allenati e habitué di questo orario, si muovono con disinvoltura. Per me lavorano nella moda, avranno circa 40 anni e convivono da poco. Non credo abbiano figli. Me li immagino in un appartamento molto curato in ogni dettaglio: lampade di design e stoffe provenienti da lunghi viaggi. Un ampio living dove ricevono gli amici e, sicuramente, un bel terrazzo allestito per le cene d’estate. Lui esperto di brace, lei appassionata di vini e magari anche con il pollice verde. Una coppia piacevole alla vista; a ben guardarli, forse lui ha un viso conosciuto, o semplicemente li sto osservando così attentamente che mi sono diventati familiari. La coda con cui sono raccolti i capelli di lei dà il ritmo alla corsa. Mi incanto, li seguo lungo il percorso fino a che spariscono dalla mia visuale, ma la mia testa continua a fantasticare sulla loro vita.
Tutto mi sembra più sereno fino a che non sento vibrare il mio telefono. Un numero sconosciuto. Rispondo, anche se solitamente, per evitare call center, rifiuto chiamate anonime. Dall’altra parte una voce squillante:
– Nina, sei tu?
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