storia due pagina 5

41°03′ N - 14°17′ E

«Puoi andare tu in onda stamattina. Alice ha avuto un incidente. Nulla di grave, ma
non se la sente di parlare.»
Annuisco, mentre mi infilo le cuffie. Alice è il tipo che verrebbe in radio anche con la
febbre.
Qualcosa non torna. Ma ora non c’è tempo.
Mi siedo. Il microfono è acceso. La spia rossa lampeggia. Il mondo fuori si spegne.
«Buongiorno. Siete su Caffè e Confessioni. Perché il passato non bussa. Il passato
entra. E si siede accanto a te, anche al tavolo della colazione.»
Un jingle breve. Un respiro. Poi lo squillo. Una chiamata in diretta. Premo il tasto.
«Pronto, sei in onda.»
Un respiro. Lungo, tremante.
Poi una voce femminile, bassa. Quasi un sussurro.
«Voglio raccontare una storia. Due bambine. Due amiche inseparabili. Passavano le
estati in Calabria, in una casa bianca nascosta tra i fichi d’india e il mare.
Condividevano tutto. Si raccontavano tutto. Bastava uno sguardo, e si capivano.»
Silenzio.
Poi la voce cambia tono. Si fa più scura.
«Eppure, quell’estate… qualcosa è rimasto lì. Sotto la sabbia.»
Le mani tremano appena. La gola si chiude. Non so se parlare. Ma la voce continua.
«Pensavi che bastasse cambiare vita… per cancellare ciò che è stato?»
Un silenzio tagliente.
Poi un clic. La linea cade.
E resto lì.
Con il microfono acceso. La voce spezzata.
E il mare in tempesta negli occhi.

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