storia due pagina 9

41°53′35″ N - 12°28′58″ E

Piuttosto sorpresa, avverto un certo languore… guardo l’orologio appeso alla parete… le 11:50! Aggrotto le sopracciglia e poi capisco: primo effetto indesiderato della “mirabolante” idea di andare a spasso con il cane alle 6:00 del mattino!!!

Dubbio amletico: assecondo il mio stomaco o attendo un orario più decente? Così mi “sincronizzo” con qualche collega per fare pranzo in compagnia.

Detesto mangiare da sola! E mi sovviene che Alice, con cui condivido spesso, oggi latita… chissà come sta e cosa le è capitato. Devo chiamarla più tardi. 

Senza nemmeno sapere come, sono alla finestra a girare tra le dita un’altra sigaretta accesa… seguo con lo sguardo il fumo denso e bianco che sale e sembra fondersi con le nuvole, ai cui contorni cerco di attribuire una forma antropomorfa o di animale.

Lo facevo spesso quando ero bambina… sopratutto nei lunghi viaggi in auto, volando con l’immaginazione fuori dal finestrino della vecchia e arrugginita Fiat 128 verde di papà. 

Questo pensiero mi rimanda alla realtà e al mio catorcio che stamane non collaborava… devo occuparmene al più presto. 

La telefonata e il messaggio ricevuti mi hanno reso inquieta, affollato la mente di ricordi, immagini, volti del passato e fatto rivivere sensazioni che non mi avvolgevano da tempo. 

Sara!? L’interrogativo mi logora la mente come un tarlo. 

Magari è l’amica di Greta! Quella con i capelli rossi e le lentiggini, stile Pippi Calzelunghe, che aveva un’inflessione vagamente veneta??!! Ma in realtà non ho mai avuto troppo a che fare con lei, solo qualche convenevole e brevi conversazioni insignificanti. Sono trascorsi così tanti anni poi, la metà di mille! Sospiro… E come farebbe ad avere il mio numero?!

Un raggio di sole, che filtra tra le nuvole, attraversa la finestra e colpisce il mio volto.

Mi scuote e mi rendo conto che non posso perdermi nei miei pensieri: devo buttare giù qualche idea per avere il tempo di provare a svilupparla, renderla concreta. 

“Idee e obiettivi ambiziosi ma raggiungibili!” mi sembra di sentire ancora la voce del boss. 

Le lancette corrono e cinque giorni passano in fretta. E infatti, è già ora di pranzo. 

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