storia due pagina 6

40°05' N - 15°35' E

Sara, Sara, Sara. 


Quel nome rimbomba nella mia testa e nel mio cuore, violentemente. Non riesco a dire nulla, a pensare nulla. In mio soccorso fortunatamente Carlo, che mi aveva avvisato dell’incidente di Alice, prende la parola: «Caffè e Confessioni è anche questo miei cari radioascoltatori, ma adesso spazio alla musica: per voi un grande classico della Musica Italiana, “Triangolo” di Renato Zero. Vai!»


Solito Jingle, la canzone parte. 


Io sono ancora lì, immobile, con lo sguardo perso. Il respiro è sempre più affannato.


«Marianna ci sei? Vuoi dell’acqua? Che ti succede?» 


Carlo non mi aveva mai visto così. 
In realtà non mi aveva mai visto fin ora, e mai potrà farlo in futuro: dopo un incidente domestico all’età di 8 anni, il mio collega aveva perso la vista. 


«Dai vai a fumare una sigaretta, prenditi qualche minuto, qui continuo io.» esclamò.


Con un briciolo di lucidità che mi rimane, mi alzo e furiosamente sbatto le cuffie sulla scrivania. La porta è li vicina, e purtroppo sta per ricevere lo stesso trattamento delle malcapitate cuffie. 


Il terrazzo è ampio, luminoso, in questo momento risulta perfetto. 


Nervosamente tiro fuori il pacchetto, ne prendo una. Clipper. Fuoco. Nicotina. 


In quel secondo ritorno in vita, ritorno in me. 


Mi appoggio alla ringhiera con le braccia conserte e il mio sguardo si perde verso la Piazza che faceva da palcoscenico a giovani studenti diretti verso la scuola: qualcuno era felice, qualcuno era di corsa. 


Bei tempi quella della scuola. Quelli del Liceo, Liceo Classico, indimenticabili: versioni di greco copiate, compiti di matematica incomprensibili, pacchetti di sigarette da 10. 


E all’improvviso, mentre i piacevoli ricordi riafforavano fugaci, nella mia mente un nome tuonò violentemente: Palatini Ottavio, III C.

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