44°44′42″ N - 7°28′40″ E
Diciamo che da quando ero partito le domande senza risposta erano aumentate. La mia idea era di staccarmi da quella vita che forse non avevo scelto per cercare di capire chi fossi e dove stavo andando. Anzi, in realtà dove stavo andando lo sapevo, la rotta mi sembrava tracciata da mille anni, ma non sapevo più se volessi davvero andarci.
Adesso mi ritrovavo in quella libreria che forse era una biblioteca tenendo tra le mani un libro che non sapevo neanche di avere scritto.
E Sarah mi guardava come se fossi il centro del suo mondo, come se grazie a me potesse avere una direzione; ed io tutto mi sentivo tranne che il nord di qualcuno.
La bibliotecaria sorrideva e sembrava sempre di più lo Stregatto di Alice nel paese delle meraviglie e a me veniva voglia di scuoterla fino a farmi spiegare cosa diavolo stesse succedendo. Ma io non sono mai stato capace di affrontare la vita di petto e pretendere spiegazioni. Io ero impegnato da sempre non tanto a piacere a tutti; quanto a non dispiacere a nessuno. E anche se l’istinto mi urlava di fare il pazzo e di farmi spiegare esattamente cosa diavolo stava succedendo mi trovai a sorridere in automatico cercando di compiacere il mio strambo pubblico femminile.
Forse qualcuno mosso a pietà prima o poi mi avrebbe spiegato cosa stava succedendo mentre un istinto più vecchio del mondo stesso mi obbligava a stare al gioco per fare in modo che alla fine tutti fossero contenti.
Contenti di me.
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